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Le cartelle cliniche devono essere leggibili?

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Il Garante della Privacy, ha sottolineato che la legge sulla privacy, oltre ad evitare che gli estranei conoscano i nostri dati personali, garantisce una specifica tutela alle persone al momento dell'accesso ai propri dati.

Tale forma di tutela deve essere distinta rispetto al diverso diritto di accesso agli atti e documenti amministrativi disciplinato dalla legge 241/1990.

 

L'articolo 13 della legge 675/1996 prevede, infatti, che i dati personali devono essere estratti e comunicati all'interessato in forma intelligibile ed ha quindi ha accolto il ricorso di un paziente che aveva chiesto chiarimenti sui dati personali contenuti nella propria cartella clinica e in risposta aveva ricevuto copia della cartella che però, a suo parere, risultava illeggibile per la pessima grafia, incomprensibile “da medico”. Il d.P.R. 501/1998, che regola l'attuazione della legge sulla privacy, afferma che la comprensione dei dati deve essere “agevole”, e obbliga di conseguenza il titolare del trattamento ad adottare opportune misure per agevolare l'accesso ai dati da parte degli interessati. Riconosciuta, quindi, la legittimità delle richieste del ricorrente, il Garante ha ordinato all'azienda ospedaliera di rilasciare, entro un termine stabilito, una trascrizione dattiloscritta o comunque comprensibile delle informazioni contenute nella cartella clinica, a spese della ASL. Stefano CaligiuriPatrocinante in Cassazione